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Diario


23 febbraio 2007

Il tempo delle zoccole

Sono gli statunitensi un popolo schizofrenico o semplicemente distratto?

Principali produttori di tabacco e ideatori del fast-food, ma al tempo stesso salutisti
Principali produttori di automobili, ma al tempo stesso ambientalisti
Principali produttori di armi, ma al tempo stesso pacifisti
Principali produttori di energia nucleare e anzi gli unici finora ad aver mai usato bombe di quel genere (due mica una!), ma al tempo stesso contrari all'uso del nucleare (altrui?)
Principali produttori e ideatori del porno business, ma al tempo stesso fondamelisti bacchettoni e moralisti.

Adesso pretendono pure di venire a
rompere i cojoni riguardo a volgarita' e cattivo gusto nel vestire!?
Premesso che certe collezioni di moda italiane sono oggettivamente inguardabili, ma tu amerecano te devi solo che sta' zitto!

Da quello sciagurato paese ci vengono incessantemente rovesciate addosso tonnellate di spazzatura sottoforma di film, canzoni, gossip (!), spettacolo etc etc etc.
Gli effetti e l'impatto sui nostri costumi e sulla nostra cultura sono purtroppo sotto gli occhi di tutti; ma non posso accettare che proprio loro, il cancro originatore, alla fine pretendano pure di darci lezione!

Ma le varie britneyspears, christineaguilera e sciacquette del genere ma chi cazzo le ha inventate?!




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21 febbraio 2007

Mio cugino Enrico

Come promesso a mio cugino Enrico, qui di seguito pubblico un suo post.

* * *

Ieri l’altro, 19 febbraio 2007 (non è il titolo di una canzone…)
 
Sveglia alle 7
Partenza da AXA per Fiumicino alle 08.10
Per chi è pratico della zona dista mediamente 20 minuti dall’aeroporto
Due incidenti costringono le vetture ad un andamento pedonale

Arrivo alle 09.25 in aeroporto devo parcheggiare sono in netto ritardo e con sommo piacere scopro che:
È stato divelto il parcheggio di fronte l’area degli arrivi (1° giro dell’aeroporto)
Non esiste lunga sosta davanti l’area delle partenze (2° giro in aeroporto)
Parcheggio obbligatoriamente al silos contrassegnato dalla lettera B, rigorosamente in terrazza, ingresso in sala alle 09.40
Premesso che l’imbraco o il volo addirittura era previsto per le 09.20, impietosisco l’hostess al check-in, ricevo il ticket, mi tolgo cintura orologio e scarpe (il tutto rispondendo anche ad un telefono che trasmetteva la voce imbufalita del mio capo che litigava con l’hostess all’interno dell’aereo dicendo che mi dovevano aspettare)

Guadagno l’uscita A10 (per chi non fosse pratico è praticamente posizionata alla fine…) e una signorina mi accoglie con un sorriso da pubblicità e mi dice:”…mi dispiace signore abbiamo chiuso l’imbarco” panico, mi siedo 30 secondi, poi all’ennesimo squillo del capo, raccolgo i resti di un reiki del tempo andato e mi dico :”ce la posso fare, o mi arrestano o entro”, discuto con il “sorriso ambulante”, mi faccio annunciare al comandante, non ridete non sto parlando di quello più famoso, telefonicamente danno l’ok al mio ingresso in aereo…
Il Finger (o come diavolo si scrive) potrebbe essere chiuso ergo non mi fanno imbarcare, a quel punto “sorriso pensante” mi urla di seguirla, forse folgorata da non so bene quale ormone e comincia a correre giù per il finger, io cintura e borsa in mano la seguo, ormai non assomiglio neanche vagamente al consulente quale mi pregio essere, ci riesce, il comandante mi saluta, come se fossimo vecchi amici, e lei mi chiede (sempre con quel sorriso plastico) il nome, ma non per il normale controllo, (ho il biglietto ancora intatto), ma perché secondo lei sono fortunato e vuole conoscere il mio nome…fortunato!

In aereo (considerando che sono ormai le 10, tutti mi guardano come se fossi il responsabile della nuova finanziaria…li capisco, abbozzo un sorriso e vado oltre, anche il capo sorride
Arriviamo a Reggio, per chi non è mai atterrato sulla pista dell’”aeroporto dello stretto” non ha idea, 800 metri di pista che costeggiano un mare blu che più blu non si può…
Mini riunione, le carte ci sono, alle 13 il contratto era firmato
Tappa forzata in quel di Reggio causa mancanza voli di ritorno, o meglio ne esiste uno solo alle 19.10 (lo sapevo, ma ho sperato in qualche coincidenza…)
Turista forzato in una città che più ci vado e meno mi piace…e piove anche

Rientro a Roma alle 20.30
Non trovo il biglietto del parcheggio, sono incazzato e stanco, ho quasi perso la speranza di ritrovarlo, quando guardo all’interno del portafoglio…a volte mi meraviglio della mia stessa precisione…
Cassa automatica, inserisco il “titolo”, totale 24 dico ventiquattro euroS di parcheggio, ora capisco perché non c’è una persona ma una “cassa automatica”, intendiamoci al posto di lavoro credo che chiunque preferisca l’incolumità fisica

Ce la posso fare, esco da quel girone di dannati, sono sulla strada di casa, sorrido e fumo il mio sigaro, squilla il telefono, è mio cugino dalla Germania che mi chiede di collegarmi via Skipe per una chiacchierata, gli faccio presente che sono in macchina, rientro da una giornata fuori, risposta di lui: “BEATO TE CHE VIAGGI PER LAVORO”

È caduta la linea….

* * *

A questo punto e' opportuno far presente che mio cugino e' il bello della famiglia, ha un qualcosa che puo' vagamente ricordare Hugh Grant.
Non mi stupirei quindi se "sorriso pensante" oltre al nome gli avesse chiesto pure il numero di telefono. Ma lui non lo ammettera' mai, specialmente perche' Christine legge questo blog :o)




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15 febbraio 2007

Lo Zen e' l'arte di porre l'accento dove non va

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15 febbraio 2007

Lo Zen e l'arte di scrivere titoli a caratteri piccoli




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14 febbraio 2007

Considerazioni da passeggio

Oggi ho approfittato della pausa pranzo per andare in centro a comperare un regalo a Janine per il S.Valentino (un gioco da tavola, per i piu' curiosi).

Passeggiando mi sono trovato a passare accanto ad uno dei rarissimi mendicanti che campano di elemosina in questa citta', un uomo baffuto e senza alcuna apparente menomazione fisica.

In senso opposto arrivava un turco che, rivolgendosi al mendicante, ha detto appunto con forte accento turco: "Vai a lavorare, collega!"
Mi e' venuto da sorridere perche' ho pensato che non sono il solo bastardo in giro. Al cappello del mendicante ho quindi preferito un canonico cestino dei rifiuti per il mio fazzolettino sporco.






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12 febbraio 2007

Forse Dio esiste veramente

http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/esteri/figlia-chirac/figlia-chirac/figlia-chirac.html

Comunque prima di pronunciarmi definitivamente, attendo notizie anche sui familiari di Blatter...




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7 febbraio 2007

E allora....... mambo!

  
Quando il tempo e' grigio e fosco, ma cosi' grigio e fosco che nemmeno i lupi mannari escono di casa... il medico consiglia:
un buon mojito, un buon sigaro e.... mambo!

 
  






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7 febbraio 2007

Riflessioni di un tifoso disilluso

Sono nato in una clinica a 200 metri dal Colosseo, che adesso non c'e' piu'. La clinica intendo, perche' il Colosseo invece e' sempre la'. Cresciuto a S.Giovanni, uno dei quartieri storici della capitale, ma... tifoso milanista!
Eh si', perche' mio padre (come del resto tutti nella sua famiglia) era un ammiratore di Gianni Rivera, il primo italiano ad aver vinto il Pallone D'oro e l'eroe che segno' il 4-3 definitivo nella mitica semifinale Italia-Germania del '70.
Sono stato dunque educato al Verbo Milanista, andando allo stadio con mio padre solo 2 volte l'anno per Lazio-Milan e Roma-Milan. Erano tempi in cui non c'era tutta questa offerta di calcio e le partite in tv erano un vero e proprio evento.
Inoltre il Milan di quegli anni (prima meta' degli '80) galleggiava mediocremente a centro classifica e non faceva nemmeno le coppe.
La mia prima partita allo stadio S.Siro fu il 15 maggio 1983 (ne conservo ancora il biglietto) per un Milan-Lazio 5-1 di serie B. Una pioggia incredibile, ma una grande gioia per essere finalmente in uno stadio dove tutti tifavano per la mia stessa squadra!
Ironia della sorte, le persone accanto a me (peraltro molto gentili) pensavano che fossi un tifoso della Lazio a causa del mio accento e nonostante il mio corredo da tifoso rossonero.
Questo fino a quando non comincio' la partita e realizzarono con sorpresa che magari parlavo pure come Alberto Sordi, ma che in realta' ero un Diego Abatantuono mannaro. Allora pacche sulla spalle e giu' a dire "To', un romano milanista!" "Te sei fatto tutti sti chilometer per veder el Milan?!" e commenti del genere.
Sono del '69, ero quindi alle medie quando il Milan giocava in serie B e la Roma di Falcao era calcio allo stato puro, di una qualita' tecnica vergognosamente superiore alla media del nostro campionato (anche della giuve, perche' gli illeciti della vecchia baldracca non cominciano mica soltanto un paio di anni fa con Moggi).
Diciamo che la mia adolescenza calcistica e' stata quindi una esperienza a dir poco... temprante.
Lascio immaginare il clima che mi aspettava in classe ogni lunedi' mattina, unico milanista in una bolgia di romanisti e laziali (con i quali condividevamo perarltro i mediocri campionati delle nostre rispettive squadre).  
Per non parlare di quando si giocava a pallone con gli amici. Io indossavo naturalmente la casacca numero 6 del nostro capitano (che non era ancora il mitico Franco Baresi che poi sara') e mi ritrovavo circondato da un mare di falcai, cerezi e roberti pruzzo che puntualmente randellavo con il mio stile roccioso, alla Franco Baresi appunto.
C'era rivalita' come e' giusto che fosse. Era una rivalita' forte, decisa, ma sempre entro i limiti del buon senso.
Andavo allo stadio con la mia sciarpetta rossonera sommerso da un oceano di sciarpe e bandiere giallorosse o biancazzurre, avvertendo intorno l'ostilita' degli altri tifosi e non poteva essere altrimenti.
C'era talmente tanta rivalita', che nella famosa finale persa dalla Roma ai rigori ho fatto il tifo per il Liverpool!
Mio padre in quell'occasione tifava per la Roma e a fine partita era rimasto sinceramente dispiaciuto. A distanza di tempo ho capito anche io e mi sono pentito di quel mio tifare contro, ma allora avevo solo 14 anni e piu' che altro mi preoccupava pensare a come sarebbe potuto essere in classe se la Roma avesse vinto.
Stessa sorte e' comunque toccata a me una ventina di anni dopo proprio contro il Liverpool, quando il Milan e' riuscito assurdamente a perdere la finale di Istanbul essendo in vantaggio di 3-0 alla fine del primo tempo! E sono sicuro che ci saranno stati romanisti (e non solo) a tifare contro. Purtroppo questo e' un grande limite di noi italiani.
Mi trovavo in un pub irlandese circondato da tifosi inglesi che avevo abbondantemente sbeffeggiato per tutto il primo tempo (come mio solito in questi frangenti)...
Alla fine mi sono ritrovato tutto il pub contro (ma non in modo cattivo). Del resto molti di loro li conosco personalmente perche' colleghi di lavoro o comunque ci gioco a pallone insieme.
Janine avvertendo il dramma era venuta a prendermi per riportarmi a casa. Il sesto senso delle donne.
Ero ridotto in uno stato pietoso, disperato ed ubriaco (perche' comunque con gli inglesi si beve, a prescindere dal risultato) e non avrei potuto assolutamente guidare...
Nonostante questo Janine mi ha sposato lo stesso.  L'irragionevolezza delle donne.
Ricordo una volta all'uscita dell'Olimpico dopo un Roma-Milan vinto con un gol di Massaro. I romanisti avevano i musi lunghi per la sconfitta, mentre io e mio padre ce la ridevamo soddisfatti, impazienti di tornare a casa e rivederci il gol in tv.
A un certo punto dalla folla si stacca un ragazzetto che avra' avuto non piu' di 15/16 anni e che punta deciso verso di noi, apparentemente stringendo qualcosa nella mano che teneva in tasca.
Istintivamente avvertii come un senso di minaccia e piu' lui cercava di avvicinarsi piu' io tentavo di mantenere la distanza, senza peraltro allarmare mio padre che non aveva notato nulla.
Arrivato a pochi passi da noi e sempre tenendo la mano nella tasca della felpa, ci diede una lunga occhiata irrequieta. Capii che cercava di capire se fossimo o meno tifosi romanisti, ma con noi non avevamo ne' sciarpe ne' bandiere indicatrici.
Allora, sempre nervosamente, ci chiese come fare per raggiungere una certa zona di Roma. Io gli indicai la fermata del bus cercando di caricare il piu' possibile il mio accento romano. Lo vidi perplesso e spiazzato dal mio accento e dal fatto che chiaramente conoscevo Roma. Improvvisamente senza dire nulla spari' velocemente in mezzo alla gente, ma in tutt'altra direzione da quella in cui gli avevo indicato la fermata del bus.
A distanza di molti anni mi e' sempre rimasto il dubbio che quel ragazzo avesse potuto avere un coltello nella tasca e fosse in cerca dell'occasione per compiere una bravata di cui poi vantarsi con gli amici al bar, ma non potro' mai averne la certezza.
Un'altra volta mi capito' di dovermi fare tutta la scalinata di P.zza di Spagna in ginocchio per una scommessa persa con un mio caro amico laziale (un Lazio-Milan finale di Coppa Italia). Qualche turista giapponese mi scatto' pure delle foto. Credo pensassero di assistere a qualche rito di penitenza religiosa. e in un certo senso...
Con un altro caro amico laziale ci scommettiamo da anni "una pinta a punto", ovvero tante pinte di birra quanti sono i punti di scarto in classifica tra Lazio e Milan a fine campionato.
La trasferta a Barcellona nel 1989 per la finale di Coppa Campioni trionfalmente vinta per 4-0 contro lo Steaua Bucarest, con un doppieta di Gullit e una di Van Basten. Una vera e propria invasione di milanisti da tutta Italia, saremmo stati circa 80mila! Dai tifosi rumeni non era praticamente stato richiesto nessun biglietto, del resto avevano ancora Caesescu...
La sera poi a festeggiare per le strade e i locali di Barcellona colmi di milanisti in pieno delirio orgiastico.
Nel 1995 trasferta meno fortunata a Vienna contro l'Ajax, dove perdemmo 1-0 per un gol di quel pippone disgraziato di Kluivert. In quell'occasione niente festeggiamenti, anzi ci tocco' pure sorbirci tutta la notte l'esultanza degli olandesi sotto le finestre del nostro albergo.
Un ricordo pero' simpatico: incontrammo Massimo Boldi per le strade del centro di Vienna e lui si uni' al nostro gruppo a cantare e a fare lo scemo cipollino come lui sa fare (questo prima della partita). Poi la ferale notizia che Savicevic la sera non avrebbe giocato per un infortunio.
Questo e' stato per me il calcio da tifoso. Momenti di intensa passione, gioia, disperazione, felicita', sconforto.
Hanno pero' distrutto tutto e non mi riferisco soltanto all'episodio di Catania, che non e' stato il primo ne' purtroppo sara' l'ultimo...




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1 febbraio 2007

La matematica per le donne e' un'opinione. Come del resto qualsiasi altra cosa.

Tratto da Repubblica:

"
Dal punto di vista degli schieramenti politici, tra chi giudica in modo negativo la lettera, il 62 per cento dichiara che oggi voterebbe per il centro destra, contro il 47 per cento che esprime un'intenzione di voto per il centro sinistra. La situazione si rovescia specularmente tra chi pensa che quella della lettera sia stata una buona iniziativa: il 45 per cento voterebbe per il centro sinistra, mentre il 31 per cento per il centro destra.

"

L'apoteosi delle minchiate aritmetico-sondaggistiche!

Il 45% contro il 31% potrebbe spiegarsi con gli astenuti, ma il 62% contro il 47%?!?!?
Per un totale di 109%?

La cosa piu' sconcertante e' la constatazione del fatto che la situazione si rovesci specularmente tra chi giudica la lettera in modo negativo e chi invece pensa sia stata una buona iniziativa.

Perche' cosa ci si sarebbe dovuto aspettare...?

Mha...

L'articolo deve averlo probabilmente scritto una donna (si', sto attraversando un'acuta fase di misoginia)










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24 gennaio 2007

Presepe vivente

 Questo il mio presepe lo scorso Natale.
Io ho impersonato, oltre che S.Giuseppe, pure il bue, l'asinello e la stella cometa (con il flash della macchinetta :o)




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