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Io, la mia vicina e il suo divano

  
Sapevo che prima o poi sarebbe successo, sapevo che prima o poi la vicina di casa si sarebbe fatta avanti e io non avrei saputo/potuto dirle di no. Lo temevo da certi suoi timidi, ma inequivocabili accenni ogni qual volta capitava si parlasse di letti o divani.
Quel sabato mattina quindi non mi sorpresi piu' di tanto quando venne a bussare alla mia porta. Me la ritrovai davanti sorridente, complice e con l'aria di chi sa che sta per ottenere quello che sta per chiedere.

Come detto mi aspettavo che saremmo arrivati a quel punto, ma non credevo che sarebbe successo cosi' velocemente e in modo cosi' diretto...
Non sono ne' alto ne' bello, ma ho una certa solidita' nel fisico che trasmette un'impressione di forza e vigoria. Diciamo che sono un torello o un muletto e la mia vicina ho scoperto poi essere interessata proprio a questo.
Insomma mi son sentito un vero e proprio uomo oggetto!

Senza alcun imbarazzo mi ha spiegato che il suo ragazzo (che vive in un'altra citta') ha recentemente subito un lieve intervento chirurgico e che per un po' di tempo deve assolutamente starsene tranquillo ed evitare ogni sorta di strapazzi fisici. Lei non volendo stare ad aspettare ancora chissa' quanto, ha dunque pensato a me...

Io ho blandamente replicato sapendo gia' che comunque avrei ceduto: "Molto volentieri, ma dovrei magari prima vedere... Sai, mia moglie..."
E lei: "Si' capisco, ma l'ho vista uscire e ho pensato che potremmo approfittarne prima che rientri."

Aveva un'aria cosi' decisa nello sguardo e un'impazienza tale, che dopo poco ci ritrovammo nel suo soggiorno avvinghiati al divano.
Nonostante la figura minuta, ho scoperto la mia vicina possedere molta energia ed ho dovuto sudare per starle dietro.
Alla fine l'ho lasciata ansante e visibilmente soddisfatta.

Del resto non potevo rifiutarmi di aiutarla a portare giu' il suo vecchio divano.

Pubblicato il 19/2/2007 alle 12.38 nella rubrica Emporium.

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